"Da qualche mese è uno dei video più visti della Rete. La pornostar Kelle Marie che si esibisce in una presentazione in Power Point dove al posto delle noiose slide usa il proprio corpo. Oggetto del suo 'intervento' (facilmente rintracciabile su YouTube) il business della pornografia su Internet. Così, mentre si spoglia, sul suo corpo appaiono scritte tutte le cifre dei contenuti per adulti in Rete.

Numeri impressionanti: nel mondo il 12 per cento dei siti è di natura pornografica; il 25 per cento delle richieste dei motori di ricerca ha come argomento la pornografia ('sex' è in assoluto la parola più ricercata); il 35 per cento dei file scaricati sono a luci rosse; ogni secondo 28.258 utenti della Rete stanno visionando materiale pornografico; ogni giorno nascono 266 nuovi siti per soli adulti; ogni secondo vengono spesi 89 dollari nella pornografia su Internet che, nel 2006, ha fatturato 2,84 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti; il 70 per cento del traffico a luci rosse su Internet scorre dalle 9 alle 17, in orario di lavoro; le pagine Web pornografiche sono 372 milioni.

Ma non è la classica pornografia che la gente (il 72 per cento degli utenti sono uomini) cerca on line. Basta visitare il sito hard più cliccato della Rete: AdultFriendFinder.com, con 7,2 milioni di visite ogni giorno. Si tratta di un sito di social networking che fa incontrare persone come i più 'innocenti' MySpace, Facebook e simili. Registrandosi è possibile creare un proprio profilo segnalando se si è un uomo, una donna, una coppia o un trans e quali sono le intenzioni (dalle mail erotiche al sesso di gruppo).

Non è però solo un sito di incontri (le persone registrate sono circa 20 milioni): c'è anche un grande spazio dedicato ai blog dove è possibile pubblicare i propri annunci e 'postare' i propri video, immagini, raccontare una notte di sesso e osservare gli utenti che stanno facendo visita in quel momento.

Un chiaro esempio, insomma, di come il Web 2.0 (la Rete con contenuti prodotti dagli utenti e non da professionisti), possa essere sfruttata anche dalla pornografia. E AdultFriendFinder non è un caso isolato. Si va dagli ormai celebri PornoTube o YouPorn (versioni hard di YouTube dove il materiale pornografico è bandito) ai più recenti Shufuni, TheUncensored o Yvutu dove con un abbonamento annuale di 50 dollari è possibile guardare video a pieno schermo, creare una playlist personalizzata, avere una ricerca avanzata sui filmati, ricevere un'e mail di avviso quando un nuovo video è stato caricato da un altro utente e scaricare alcuni filmati 'premium'.

C'è poi Megarotic, sito di social networking che oltre a un accesso gratuito ne ha uno a pagamento (70 dollari l'anno) con diversi benefit come un caricamento illimitato di file o un ridotto numero di inserzioni pubblicitarie. Anche se con contenuti più soft, si sta affermando anche un altro sito, Zivity, che permette di condividere immagini di modelle, attrici e varie pin-up e che recentemente ha ricevuto un milione di dollari da un fondo di investimento privato statunitense per sviluppare il proprio business. Sempre all'insegna del Web 2.0 ci sono poi i siti che consentono di condividere una lista di indirizzi preferiti: Pornalicious e Imp.etuo.us sono i più noti.

C'è inoltre Socialporn, un aggregatore di link verso contenuti hard e in cui tutti gli utenti possono contribuire e Sexbyrss grazie al quale è possibile tenersi aggiornati sulle novità provenienti da un database di siti vietati ai minori ricevendo un semplice messaggio sul proprio computer. Anche i progetti 'wiki' (contenuti realizzati con la collaborazione di più internauti, potenzialmente tutti) spopolano nel mondo a luci rosse.

Qualche esempio? Playfulbent, per la costruzione di racconti e fotoromanzi a sfondo erotico, Boobpedia e WikiAfterDark, due versioni hard della nota enciclopedia on-line Wikipedia. Non bisogna dimenticare, infine, i motori di ricerca dedicati. Che anche se non espressione diretta del Web 2.0 sono sempre più presenti in Rete come nel caso di Savemyporn, WebGoggles o Eonsex.

"Le persone non si accontentano più di film lontani dalla realtà. Non vogliono più solo guardare ma essere protagoniste e Internet ha dato loro questa possibilità", spiega il produttore hard Riccardo Schicchi: "Girare un video erotico o pornografico e mandarlo in Rete è semplice e il nostro lavoro ora è solo mettere in contatto queste persone". Più in generale, continua Schicchi, "ormai funziona solo ciò che è interazione: basti pensare che gran parte del business di Diva Futura (la sua società, ndr) deriva dalle chiacchiere telefoniche che le nostre star fanno sedute su un divano mentre l'interlocutore le guarda in televisione".

Un fattore, quello dell'interazione, a cui i professionisti della pornografia non hanno però ancora preso le misure. Se infatti il mercato su Internet va bene, le sue cifre arginano a fatica le perdite degli affari off line. Lo scorso anno la vendita e l'affitto di dvd ha registrato un fatturato di 3,62 miliardi di dollari, pochi se confrontati con i 4,28 miliardi del 2005.

"Adesso la gente vuole fare film in casa e trasferirli su Internet", dice Harvey Kaplan, amministratore delegato di GoGoBill.com società specializzata nei pagamenti per contenuti vietati ai minori: "Tutto questo sta uccidendo l'intero mercato". Il problema, quindi, per l'industria del porno è quello di gestire il rapporto con il gratuito, proprio com'è accaduto in precedenza per i discografici e il cinema."

(Federico Ferrazza per "L'espresso" in edicola)

TEMIS

0 commenti:

 
Top