La rivincita di Lady Obama star della moda su Vogue

La rivincita di Lady Obama
star della moda su Vogue" width="230"> WASHINGTON -Felinamente distesa su un divano, stretta in un abito rosa, o fucsia, o magenta, o come lo definisca la tavolozza della moda, aderente abbastanza per esaltarne le curve rococò senza esagerarle, Michelle Obama sorride all'obbiettivo di Vogue dalla copertina dell'organo mondiale dei "fashonistas", il partito globale della moda e dei trend. Anche lei, meno di un mese dopo il marito, ora incoronata come presidentessa della femminilità americana, dopo tutti i dubbi segreti e mai espressi sulla "prima africana" alla Casa Bianca.

Lo slogan si è rovesciato: è stata Vogue a cambiare l'immagine della signora Obama. E "yes, Vogue can".
L'ha eletta, e garantisce per lei, il "diavolo", la direttrice despota di "Vogue", la sessantenne Anna Wintour che dal 1988 detta a tremanti lettori, inserzionisti, designer e collaboratori le sentenze della "fashion", della moda, come un Minosse con i capelli alla paggetto. Da brava sostenitrice ed elettrice di Barack Obama, Anna, "il diavolo in Prada", la londinese trapiantata che non finì l'università per la disperazione del padre, deve avere avvertito che qualcosa andava fatto per rimodellare l'immagine ancora informe della nuova First Lady e per dare una mano al marito, Barack, che dal 20 gennaio sta incespicando nelle trappole della politica e dell'economia.

Repubblica.it

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