Pitti traina la moda: «Segnali positivi»

Pitti traina la moda: «Segnali positivi»

Gli 890 marchi di cui 275 stranieri sono di prim'ordine, con una qualità di prodotti elevata. Tanti gli eventi importanti

MILANO - Lo chiamano "effetto Marchionne" ma in questo caso lo si può chiamare "effetto Pitti". Già, una fiera della moda come il Pitti Uomo è da considerarsi, questa volta, una sferzata di ottimismo, una spinta propulsiva a un settore che boccheggia a pelo d’acqua. «I segnali positivi ci sono - conferma Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine - ed è la lunga filiera a confermarlo: sono le aziende di filati a registrare un incremento degli ordini». Intanto Pitti Uomo scalda i motori per il via previsto martedì 16 giugno (la manifestazione durerà fino al 19 alla Fortezza da Basso di Firenze) di questa edizione targata numero 76 e ricca di eventi importanti.


EDIZIONE TONICA - «Dall’appuntamento Ballantyne/Starck alla presentazione della collezione Under Cover disegnata da Jun Takahashi, dalla prima edizione al maschile del concorso "Who is on Next?" riservato ai giovani talenti curato da Pitti Immagine, Alta Roma e L’Uomo Vogue a Pitti W Woman Precollection con la prestigiosa partecipazione di Proenza Schouler alla mostra sulla Sardegna alla moda, è tutto un susseguirsi di grandi novità. È un Pitti davvero in forma e particolarmente tonico» orgogliosamente spiega Napoleone.

«ATTENTI ALLE SCELTE» - La lista d'attesa per partecipare al Pitti è sempre lunga. «Siamo molto attenti alle scelte». Significa che gli 890 marchi di cui 275 stranieri sono di prim'ordine con una qualità di prodotti a dir poco elevata. E qui sta la differenza: si arriva a Firenze per trovare il meglio. «In questo momento si studiano attentamente le collezioni che andranno in vendita nei negozi nella primavera 2010, l’anno in cui è prevista la ripresa, in pratica la moda che dovrebbe ridare vita al settore». Non un caso quindi che siano attesi più di ventimila compratori, di cui settemila dall'estero.

GRANDI RITORNI - A testimoniare che Pitti è sinonimo di business è proprio la lista dei nomi che vi partecipano da sempre oltre a quelli che vi ricompaiono. E di quelli che arrivano per la prima volta come Brooks Brothers. Rientra Allegri con ben tre linee inclusa quella super chic firmata Francesco Scognamiglio. Ritornano Lardini e Malo che vanno a posizionarsi tra i top quali Corneliani, Church’s e Brunello Cucinelli. E non manca il debutto: la collezione uomo di una griffe storica come Mila Schon.

PITTI PEOPLE - Un grande set fotografico in progress è il tributo alla community internazionale dei compratori e visitatori di Pitti. Un gruppo di giovani blogger-fotografi itineranti tra ritratti di stile, foto schedatura e scatti rubati creeranno un allestimento scenografico su un altissimo wall lungo cento metri. «Il pubblico ha ruolo centrale nelle nostre fiere - racconta Agostino Poletto, vice direttore generale di Pitti Immagine -, la moda indossata dalle persone durante i nostri eventi è un’altra straordinaria occasione per fare il punto su stili e tendenze, accanto alle collezioni negli stand». E ora la parola alla moda.

Paola BulbarelliCorriere della Sera

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