ANTONELLA AMAPANE In tempi di crisi torna a ruggire il vintage. Soprattutto nell’abbigliamento. La moda dell’abito datato ha sempre avuto un pubblico trasversale. Ma oggi è l’unico mercato che unisce snob a caccia di pezzi rari e amanti del risparmio. Il ritorno del vestito che «visse due volte» è un piccolo tesoro risorto che aiuta a rendere inimitabile il guardaroba.

Per la serie le cose belle non hanno età? Anche le brutte sono dure a morire. Una, fra tante, quest’autunno dominerà le affannose ricerche negli armadi di famiglia: quella dei capi che hanno dominato i garruli e arroganti Anni Ottanta. I più kitsch e orripilanti in assoluto, fatti di spalline imbottite alla Mazinga, di fusò che marcano la cellulite ai raggi X, di giacche androgine fatte per «zero tette» (ormai scomparse con il boom dei seni gonfiati); del volgare fucsia che solo Grace Jones poteva permettersi quando cantava «La vie en rose».

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