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martedì 3 agosto 2010

L'uomo in rosso attrae di più le donne

Studio Usa: così sembra più sicuro e piace al gentil sesso

MODA E PSICOLOGIA
MILANO - Le donne sono più attratte dagli uomini in rosso. Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of experimental psychology, secondo cui le donne trovano più attraenti gli uomini vestiti di rosso o anche solo circondati di rosso, rispetto a quanto succede con altri colori. «Il rosso è pensato generalmente come un colore sexy solo per le donne - spiega Andrew Elliot, dell'università di Rochester -. I nostri risultati suggeriscono invece che il legame tra rosso e sesso valga anche per gli uomini».

domenica 29 giugno 2008

Eva dei Cesaroni si dà alla moda:

eleonora giorgi alessandra mastronardi cesaroni 3

In estate è tempo di rumors non solo per i reality. L’intera rete è infatti galvanizzata da spoiler sulla terza stagione dei Cesaroni, in arrivo su Canale 5 nel 2009. Alcuni sono più fondati, altri meno. Talvolta sembra che gli stessi addetti ai lavori vogliano mischiare le carte, divulgando ai media anticipazioni parziali o destinate a essere smentite. Da domani sarà il nostro Share a fare il punto sulla situazione, con un’interessantissima intervista esclusiva - in due puntate - a Carlo Bixio, presidente a capo della Publispei che produce la fiction.

Ci sembra interessante, a tal proposito, segnalarvi una news ufficializzata da una new entry nel cast dei Cesaroni 3, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero. Stiamo parlando di Eleonora Giorgi, storica attrice della commedia all’italiana, oggi anche regista. Sarà proprio lei una delle nuove protagoniste della serie, rivestendo un ruolo cruciale per il futuro di Eva Cudicini (Alessandra Mastronardi):

“Succede che la giovane Eva inizia a lavorare nel campo della moda. E chi ti incontra? Una sorta di strega perfezionista, la responsabile del marchio, che sarei io. Una sorta di Miranda Priestley del Diavolo veste Prada. Ma alla fine saprò essere protettiva e molto generosa. Sono strafelice per questo ruolo perché lavorare nella serie dei Cesaroni, che adoro, ha anche il significato di un recupero della genuinità nazionalpopolare”.

Stando alle dichiarazioni rilasciate dalla Mastronardi circa un mese fa, la sua Eva non doveva frequentare una scuola di giornalismo a New York? Il mistero si infittisce: colpa dei giovani d’oggi che non trovano pace o degli sceneggiatori?

mercoledì 9 maggio 2007

Scarpe: Primavera-Estate 2007 sono di scena i tacchi alti

Le passerelle milanesi e parigine che ci hanno presentato la moda che farà tendenza per la prossima primavera-estate 2007 ci hanno mostrato un particolare che non dovrà assolutamente mancare nel nostro look: altro che ballerine e mocassini o infradito bassissime e sandali rasoterra. Il must per la prossima stagione calda sarà rappresentato dalle scarpe con tacchi alti. Anzi vertiginosi.Non buttate via le vostre zeppe altissime e neanche gli splendidi sandali gioiello con tacchi a spillo di minimo 6 centimetri: la prossima primavera-estate potranno tornarvi nuovamente utili. Anzi: saranno indispensabili. La seduzione e la sensualità secondo gli stilisti passa non solo attraverso mini-abiti e scollature, ma soprattutto attraverso le scarpe che indosseremo: quindi osate pure con i tacchi.Da Emilio Pucci a Gianfranco Ferrè, da Blumarine a Dsquared2: tutti i più grandi stilisti ci hanno insegnato che la femminilità può esprimersi indossando tacchi alti, mettendo in mostra gambe più slanciate e, quindi, più sensuali.

Storia della moda

La storia della moda italiana incrociata con la storia dell’economia, dagli albori dell’industrializzazione agli ultimi decenni del ventesimo secolo. I modelli organizzativi delle grandi imprese della moda francesi e americane messi a confronto con il sistema moda italiano sintetizzato dai profili storici di alcune aziende significativamente rappresentative. Un’inedita prospettiva di lungo periodo in cui le inerzie si alternano alle accelerazioni, le innovazioni scaturiscono dalle discontinuità, la creatività stilistica si esprime in creatività imprenditoriale. Il 25 febbraio 1951 con la sfilata organizzata dal conte Giorgini a Firenze per un pubblico internazionale iniziava la storia della moda italiana. André Suarès scriveva che “la moda è la migliore delle farse, quella in cui nessuno ride, poiché tutti vi partecipano”. L’abito è sempre stato inteso come espressione di affermazione sociale, di conferme individuali, importante mezzo di comunicazione di singoli e di popoli. E’ anche un linguaggio del desiderio: un gioco di ammiccamenti e di emulazioni che narra l’evoluzione del costume, del pudore e dell’immaginario nel corso del tempo; la motivazione erotica è quindi una delle grandi spinte nella scelta dell’abito. Giorgini fa rinascere il mito della nobiltà che ora apre il suo palazzo alle sfilate, offre cioè un luogo mitico, aulico, ricco di storia alla presentazione delle collezioni. Spesso sono le stesse nobili a indossare gli abiti, e per ovvie ragioni: solo loro, principesse e blasonate, signore o signorine sanno, per educazione, tradizione e cultura, come portare gli abiti che finiscono per presentare negli spazi aulici delle loro case oppure nei musei, accanto a notissime sculture che sono l’immagine stessa del bello. Anche il cinema è influenzato dalla moda. Esemplare il caso del matrimonio di Linda Christian e Tyron Power nel ’49: a Roma viene scelto l’abito per la sposa.




Tutto ciò contribuisce a creare il mito stereotipato finché si vuole, ma funzionale, del Paese del bello, dell’arte, dell’amore. L’abito assume la funzione di talismano perché, come nelle antiche favole, è l’elemento magico che permette la trasformazione. Con gli anni ’60 tutto cambia: cambiano i ruoli e gli status sociali, sono gli anni della contestazione e di un nuovo rilancio industriale. Si capisce ormai che l’abito, magico strumento attraverso il quale ogni donna condivide e interpreta i miti del proprio tempo, dovrà essere visto come idea e progettazione. Nascono i modelli della confezione in serie, destinati a vestire elegantemente e a poco prezzo le donne di mezzo mondo. Si arriva così all’affermazione internazionale del made in Italy, con il trionfante prêt-à-porter degli anni Settanta e Ottanta quando polo di attrazione per la moda diventa Milano, fino alle nuove tendenze di questi ultimi anni legate alle avanguardie artistiche e ai diversi movimenti culturali del Novecento: dall’Alta Moda al prêt-à-porter, dalla minigonna ai blue-jeans, tra un continuo rinnovarsi e alternarsi di stili si attua l’evoluzione della moda. Insomma, la moda in Italia è narrata come fiaba perché la sua funzione è profondamente diversa rispetto a Parigi oppure a Londra e a New-York. Per noi la moda è strumento di un riscatto sociale e, quindi, di un innalzamento di classe attraverso l’abito; altrove tutto questo non appare neppure pensabile: fuori dai nostri confini la moda è solo uno strumento per confermare uno status.

Bombay Bicycle Club

Bombay Bicycle Club : I Bombay Bicycle Club sono una band indie rock londinese formatasi nel 2005. La band si è formata nel quartiere di Cro...