mercoledì 18 marzo 2009

In vetrina colori vivaci  e trasparenze contro la crisi

Gli esperti, leggerezza e creatività per combattere un clima “pesante”
ROMA
Tessuti leggeri, chiffon e organza, abiti in pelle, colori vivaci e trasparenze. La moda risponde alla crisi. E lo fa proponendo capi velati e creatività contro le ombre di un futuro sempre più incerto. Per gli esperti del settore, docenti universitari e insegnanti delle Accademie, la moda affronta con ottimismo le paure della società. Basta dare uno sguardo alle vetrine: dal viola al giallo, i colori forti monopolizzano le ultime tendenze e rappresentano i simboli dell’ottimismo con il quale si vuole affrontare una grande sfida.

«La tendenza alla trasparenza potrebbe accompagnare una ricerca di sicurezza - spiega all’Adnkronos la professoressa Luisa Valeriani, docente di Sociologia delle Arti e della moda all’Università La Sapienza - il tentativo di acquisire sicurezza attraverso il vedere tutto, anche quello che solitamente è nel retroscena. Il mettere in scena il retroscena o addirittura l’osceno, anche se ormai il nude look ci ha abituato a forme di nudità di ogni tipo. D’altra parte non dimentichiamo che il gioco tra vedo-non vedo fa parte della sensualità fin dai tempi antichi».

Materiali sempre più ricercati e leggeri, come la stessa pelle, resa sottilissima e simile alle stoffe, sono il frutto della ricerca e della creatività ma anche della voglia di leggerezza in un momento percepito come pesante. «La vera novità di quest’anno è che la pelle è resa sottilissima - spiega Liliana Tudini, vicepresidente dell’Accademia di costume e moda di Roma - Non si percepisce più la differenza con l’abito: la pelle ormai si tratta come una stoffa, viene pinzettata, decorata, intarsiata».

«Si è perso il limite nell’affrontare la pesantezza della pelle - prosegue Tudini - e si usa un’ampia gamma di colori, alcuni fino a qualche tempo fa impensabili e anche molte sfumature». «C’è voglia di leggerezza - aggiunge Diane Becker, Capo Dipartimento Design calzatura e accessori al Polimoda di Firenze - una leggerezza fresca, che implica speranza e che si contrappone alla pesantezza del momento che stiamo vivendo. I capi di abbigliamento è come se avessero un’anima dentro. Le stesse trasparenze oggi diventano metaforiche, rappresentano la voglia di vedere chiaro a livello finanziario e politico».

Ma l’utilizzo maggiore delle trasparenze deriva anche da una tecnica differente dal passato. «L’altra tendenza relativa alla trasparenza dei tessuti - spiega Valeriani - deriva dalla tecnica di design attuale con cui si creano gli abiti». Una tenica, spiega la docente, «che utilizza il computer, programmi come “photoshop” e non più il disegno a mano. Questa tecnica digitalizzata aiuta a sovrapporre sull’immagine da disegnare diverse siluette trasparenti fino a trovare la linea definitiva del design».

«I materiali sono sempre più leggeri come leggero è il lavoro», sottolinea la professoressa Valeriani rispondendo alla domanda se la leggerezza dei capi possa rispecchiare la precarietà. «Mi sembra una bella analogia - aggiunge - ma rischia di essere pericolosissima se la spostiamo sul concetto di “nuda vita”: nuda pelle come nuda vita. Questo della nuda vita è un concetto largamente usato dalla filosofia contemporanea. Il cittadino oggi non è più tutelato dalle leggi come all’inizio dello Stato moderno ma tende invece ad essere lasciato a se stesso e alla propria nuda vita».

Decisamente forti i colori, dal viola al giallo, che monopolizzano le vetrine. «Basta andare in giro per le vetrine - spiega Valeriani - per vedere per esempio quest’esplosione del viola, che si era già ampiamente consolidato. Sono colori molto forti ma abbinati anche a colori neutri, bilanciati. La tendenza dei colori forti è però anche un frutto di revival, che aiuta a non pensare a cose tristi».

«I colori neutri o spenti degli anni ’80 erano il gusto di una società ferente - prosegue la docente - Mentre i primi anni ’70, quando si profilò la crisi del petrolio, erano anni in cui trionfava il colore. Quello che mi sembra affiori oggi - aggiunge Valeriani - è una tendenza all’etnico molto forte: le collezioni di Parigi sono tutte sull’etnico o sul tema del viaggio». «Molte aziende presentano cataloghi di colori per la pelle alti 10 cm - sottolinea Tudini - con colori e sfumature prima impensabili per questo tipo di materiale».

Tra le ultime tendenze c’è la ricerca di novità senza guardare troppo al passato. «C’è un grande lavoro di ricerca e creatività da parte della moda - aggiunge Diane Becker - l’imperativo è proporre qualcosa di nuovo, che sia basato su una ricerca più profonda».

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Esplode la moda  degli orecchini extra-large

DAVOS/SWITZERLAND, 29JAN05 - Angelina Jolie, G...Image via Wikipedia

ROMA
Alla notte degli Oscar, Angelina Jolie ne indossava un paio color verde smeraldo. E sulle passerelle di tutto il mondo gli stilisti ne hanno proposti di ogni tipo, con una sola, comune parola d’ordine: devono essere enormi. Sono gli orecchini a “candeliere”, con clips o buco, che tanto andranno di moda questa primavera, ma che già da tempo sono fra gli accessori preferiti dalle donne. Eppure, se utilizzati troppo, possono creare qualche problema ai delicati lobi femminili: il peso eccessivo infatti, può deformarli irreversibilmente, provocando quell’antiestetico effetto “allungato” che solo il bisturi può ridimensionare.

E in effetti, spiega all’Adnkronos Salute Marco Gasparotti, specialista in chirurgia plastica di Roma, «da sette-otto anni vedo una decina di pazienti ogni settimana che richiedono questo tipo di ritocco». Il lobo è lungo in media due centimetri ed è composto da tessuti connettivi adiposi. Non ha una funzione biologica e non contiene cartilagini come il resto dell’orecchio. Essendo attraversato da molti vasi sanguigni e terminazioni nervose viene considerato una delle zone erogene per eccellenza. Ma se si eccede nell’ornarlo, se ne pagano le conseguenze.

Fra i comportamenti a rischio, indossare orecchini pesanti per tutto il giorno e non solo per qualche occasione o comportarsi come se non si avessero oggetti da oltre un etto di peso “ciondolanti” sul collo. Dunque, parlare al telefono pigiando troppo sulla cornetta ed esercitando così una tensione eccessiva per il lobo, indossare il casco e andare in motorino, o asciugarsi i capelli utilizzando il phon, che amplifica i potenziali danni. In ogni caso, «l’operazione per ridare forma all’orecchio è semplice - dice Gasparotti - viene effettuata in anestesia locale e può costare al massimo mille euro».

«È un problema molto comune - prosegue l’esperto - e spesso le pazienti che vengono da me per rifarsi il seno o effettuare una liposuzione, con l’occasione mi chiedono anche di intervenire sui lobi “allungati”. Sono donne dai 35-40 anni in su che magari indossano orecchini col buco da oltre 20 anni e vogliono che il loro orecchio torni ad assumere quella bella forma tonda che avevano da giovanissime».

Le italiane condividono la passione e i dolori per gli orecchini anche detti a “lampadario” con le inglesi: James McDiarmid, specialista che opera a Plymouth e Cheltenham, intervistato dal “Daily Mail” ha reso noto di aver notato «un aumento del 20% delle pazienti che richiedono un intervento estetico ai lobi, molto spesso a entrambi, ma anche a uno solo».

Una delle sue pazienti ad esempio, Carolina Lehrian, 45 anni, si è dovuta far ricostruire il lobo destro dopo anni di “sfoggio” di orecchini alla Joan Collins nel telefilm “Dynasty”: «vedevo il buco che si allargava, ma non avevo notato che, portando questi accessori dagli anni ’80, pian piano un lobo era diventato più lungo dell’altro. Gli amici mi hanno fatto notare che sembrava che il mio orecchio stesse cadendo».

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Bombay Bicycle Club : I Bombay Bicycle Club sono una band indie rock londinese formatasi nel 2005. La band si è formata nel quartiere di Cro...